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La proposta
Gigi Pedroli 2006 acquaforte
I corsi di psicologia a Milano dell'Istituto Irisp sensibilizzano i partecipanti sul fenomeno, sottile ma invadente, del non accorgersi di quanto la realtà ci propone.
L'articolo "L'evitamento dell'esperienza" (scaricabile qui
) propone il contributo di autori (psicoanalisti, scrittori, antropologi, ecc.) che hanno sviluppato il seguente tema: ogni persona dedica parte del suo funzionamento psichico ad assimilare l’altro nell’evitare ogni esperienza emotiva realistica e immobilizzare l’influenza reciproca. Questa operazione mantiene una situazione dove non vi sono le differenze tra sé e l'altro e tra interno ed esterno. In sostanza la meta è raggiunta mimando le condizioni d'influenza e facendo associazioni apparenti, copiate e senza ragione. Potrebbe sembrare che sia in gioco la richiesta di essere riconosciuto nella propria specificità, mentre in effetti l'individuo chiede di essere riconosciuto come entità che si muove nell'influenza (che influenza e che è influenzato). Si tratta della strategia per ignorare di non avere raggiunto la capacità di usare l'altro e se stesso ed evitare l'angoscia che deriverebbe dal saperlo. Le difficoltà alla formazione della persona, del senso di reale e del sentimento di identità, provengono dall'ampiezza di questa strategia perversa.
Alcune citazioni:
"La simbiosi è un'interdipendenza stretta tra due o più persone che si completano per mantenere controllati, immobilizzati e in un certo senso soddisfatti i bisogni di parti più immature della personalità che esigono delle condizioni dissociate della realtà e delle parti più mature o le più integrate." ( José Bleger, Simbiosi e ambiguità)
"Il paziente tentava di convincere se stesso, o me, della validità di una catena causale intesa come qualcosa a cui la ragione doveva automaticamente obbedienza. Ero invitato a colludere con lui nel convenire che quella particolare catena causale era valida. E valida significava, in quel contesto, non richiedente indagine." (Wilfred Bion, Trasformazioni pag.86)
"Alla sua età il ragazzo che frequenta il liceo ha letto Goethe, Schiller, Shakespeare, forse già qualche autore moderno. Queste letture minimamente assimilate riemergono automaticamente sulla punta della sua penna. Nascono allora delle grandi tragedie romantiche o dei poemi ultrasensibili …opere in sé ridicole ma di un valore inestimabile per assicurare il suo sviluppo interiore. Infatti queste associazioni importate, questi sentimenti presi in prestito aiutano i giovani a superare il terreno psichico così pericolosamente mobile di questi anni dove si vorrebbe tanto essere qualcuno mentre non se ne posseggono ancora i mezzi." (Robert Musil, Il giovane Torless)